Differenti tipi di pasta italiana

Perché non si riesce a cucinare una buona pasta? Sono gli ingredienti?

Non proprio, ma lo sono 🙂
Per cucinare la Pasta Italiana, ci sono alcuni piccoli passaggi da seguire:

1. Acqua: è necessaria una grande quantità di acqua per cucinare la pasta italiana, l’errore più comune è mettere troppa poca acqua. L’ideale è mettere 2 litri per 100 grammi, 3 litri per 300 grammi e così via! Meglio più che meno, l’amido deve uscire dalla pasta, altrimenti otterremo l’effetto gomma/chewingum.

2. Pentola: deve essere stretta e alta, non corto e largo come il Wok!

3. Sale: il sale, più o meno una manciata e va aggiunto quando l’acqua bolle. Questa è la parte più difficile, perché il rischio è di avere una pasta troppo salata o insapore. Preferisco sentire il sale, perché senza sale non sa di niente!

4. Quantità: 80/100 grammi a persona.

5. Tipologia: la semola di grano duro è la più classica, poi c’è quella all’uovo, ideale per tagliatelle, lasagne e cannelloni. Fai attenzione alla qualità dell’uovo, preferisci il tipo biologico.

6. La forma: per la salsa di pomodoro, la pasta migliore è quella che “trattiene” il sugo, cioè che ha una superficie leggermente ruvida e irregolare. Al posto delle salse “più secche”, il tipo più consigliato è la pasta chiamata penne o tubetti. Alcuni tipi di pasta hanno un loro modo di essere associati al sugo, altrimenti il ​​risultato non sarà lo stesso! Ad esempio: per la Pasta alla Carbonara, è tradizione in Italia usare solo gli spaghetti!

La pasta per gli italiani è “piatto principale” e non un contorno!

7. Il marchio: decisamente la pasta italiana è di semola di grano duro. La famosa Barilla non è così buona come pensi. Di Cecco, Molise e Garofalo hanno una qualità molto superiore.

8. Il procedimento: mettete la pasta e salate solo dopo che l’acqua bolle, non prima! Prima si aspetta che l’acqua bollisca, poi si mette il sale e poi si mette la pasta.

9. Cottura: l’errore più comune è il tempo di cottura! Se è scritto sulla confezione per 12 minuti, dovrebbe essere cotto per 12 minuti, non 13! La pasta “scotta” (cioè cotta a lungo, tropo morbida) è inaccettabile per un italiano! Invece “al dente” viene cotto uno/due minuti in meno. Il momento di cottura giusto è quando possiamo tagliarlo con i denti, tagliandola senza rompersi, senza l’effetto gomma! Per non sbagliare il tempo di cottura, usa un timer! Non cuocerla mai troppo, nel dubbio è sempre meglio cuocerla di meno.

L’acqua di cottura è uno dei segreti! Quasi tutte le ricette italiane richiedono un paio di cucchiai di acqua di cottura nella ricetta del sugo, perché l’amido aiuta il sugo ad aderire alla pasta. Non aggiungetene però troppo, altrimenti la salsa risulterà acquosa!

10. Dopo la cottura: scolare tutta l’acqua, aggiungere la salsa e servire subito. Non lasciate la pasta in ammollo in acqua calda e non aspettate 10 minuti per mangiarla, perché la pasta continua a cuocere anche fuori dalla padella!

L’italiano non mette il ketchup sulla pasta!

11. Il sugo: se la ricetta prevede la cottura del sugo con la pasta (come nel caso della Carbonara), allora la pasta va cotta uno/due minuti in meno, cioè al dente. “Mutti” è una buona marca di polpa di pomodoro da utilizzare per i sughi, ed è un marchio che si trova facilmente all’estero.

Nel caso del pesto alla genovese, il pesto va scaldato a parte, in modo che quando la pasta è pronta, il sugo sia già caldo.

12. Olio o burro? Dipende dal tipo di ricetta, ma nella maggior parte dei casi si usa “olio extravergine di oliva italiano” (non usare mai olio normale).

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